Il primo nucleo di Masseria Capece è un edificio rurale in conci di pietra e terra rossa, adibito a luogo di culto a funzione dei terreni circostanti. Su di una pietra appena al di sopra dell’architrave di ingresso è riportata la data del 1739, probabile anno di restauro dell’edificio, che, per la sua struttura, sembra essere antecedente.

Successivi sono i fabbricati che costituiscono il cuore pulsante della Masseria e della sua produzione agricola. Sul concio centrale dell’arco di ingresso al frantoio è riportato uno stemma a forma di giglio e la data di costruzione, 1846.

La Masseria fu acquistata nella metà del XIX secolo da Luigi Amati di Cisternino dalla famiglia Capece di Napoli. Questa proprietà andava, infatti, a completare l’estensione della confinante Masseria Gianecchia Grande, di proprietà della famiglia Amati dal 1500. Masseria Capece apportava, infatti, un oliveto millenario, un agrumeto con muro di cinta di notevoli dimensioni (50×50 m), un frantoio all’avanguardia, una serie di immobili adibiti ad alloggi dei lavoratori, stalle e ricoveri per il bestiame, magazzini, forni a legna, un edificio centrale con probabile funzione di chiesetta, cisterne per la raccolta delle acque piovane, una foggia, ed una grande aia di pietra di forma rettangolare.

Il grande frantoio, costruito nel 1846 ed in uso fino agli anni ’60, mantiene ancora oggi le sue fattezze originarie. Vi sono 3 tipologie di presse: in legno, le cosiddette mammarelle, in ghisa, e in acciaio, azionate con una pompa idraulica a mano. Sul fondo si nota una caratteristica vasca in pietra con tre macine pure in pietra, che venivano azionate con la trazione di un cavallo. Questa è conservata così intatta da riportare ancora l’etichetta della ditta costruttrice.

Non distante dal nucleo abitato della Masseria è presente un’area con antica coltivazione a cava di “filetto rosso” di Fasano, aperta ai primi del 1900 e oggi non più attiva.

L’oliveto millenario, il quale vanta piante che si narra siano state piantate dai veterani delle guerre puniche, più di 2000 anni fa, è rimasto nel suo sesto originario, senza alcuna modifica o infittimento, e si estende su circa 35 ettari a cavallo fra i comuni di Cisternino e Fasano. Locato in una bellissima area pedecollinare, è meta di piacevoli escursioni a piedi ed in bicicletta, poiché offre una vista eccezionale sulla Piana degli Ulivi e sulla costa. La varietà di olive maggiormente presenti sono l’oliarola e la leccina, che producono ottimo olio extravergine.

L’agrumeto presenta molte varietà di alberi da frutto: limone, arancio, arancio vaniglia, mandarino, pompelmo, cedro, bergamotto, limo di Spagna, albicocco, pero, loto, melo cotogno, sorbo, nespolo, gelso, fico, melograno. Alle spalle del grande agrumeto vi è un mandorleto e, disseminati lungo i muretti a secco, meravigliosi fichi d’India e carrubi.

La Masseria è ereditata dalla famiglia De Carolis-Romito, che oggi ne ha fatto un Agriturismo, con il fine ultimo di coniugare le funzioni di ospitalità ed eventi a quelle più tradizionalmente produttive, che rimarranno sempre il perno delle attività.

La Masseria conta sei appartamenti in tutto, cinque a piano terra e uno padronale al primo piano, tutti caratterizzati da bellissime volte in pietra a stella e a botte. Il recente restauro ha cercato di coniugare le esigenze dell’ospitalità, i materiali e le funzioni della architettura storica, la sostenibilità ambientale, la ricercata semplicità architettonica, ed un personale tocco di eleganza e contemporaneità.

La Masseria è un agriturismo affiliato al Parco Naturale Regionale Dune Costiere.